La musica e lo sviluppo di bambine e bambini

Nati per la Musica La musica e lo sviluppo di bambine e bambini

Costantino Panza, pediatra e componente del Coordinamento Nazionale “Nati per la Musica” ci offre un focus di approfondimento sul legame, scientificamente dimostrato, tra musica e sviluppo nell’infanzia

La musica è sempre stata un’esperienza sociale condivisa che l’essere umano ha sempre praticato come canto o danza ed ha una spiccata efficacia nel favorire i legami sociali, nell’espressione delle emozioni e per il benessere mentale.  

La musica in famiglia 

Pervasiva nella vita di molti genitori in tutto il mondo, la musica svolge spesso un ruolo negli atti quotidiani, nella interazione con i figli e nelle attività ricreative. Ad esempio, ninne nanne, canzoni e filastrocche sono comuni in molte culture e spesso i genitori creano ambienti musicali quotidiani con e per i loro bambini per sottolineare le routine o per creare rituali familiari.

Gli studi scientifici hanno da pochi anni iniziato a comprendere l’importanza dell’ambiente musicale nello sviluppo di bambine e bambini fin dalla nascita. Diversi studi hanno rilevato che l’esperienza musicale nei primi anni di vita è un’attività interattiva: essa è capace di regolare le emozioni, aumentare l’attenzione, ridurre il distress nelle bambine e nei bambini, migliorare la relazione genitore, bambina e bambino e l’umore del genitore. Inoltre, l’esperienza di sincronizzazione e di turnazione dei movimenti o vocalizzi in occasione dei giochi musicali sostiene l’apprendimento sociale già dai primi mesi di vita. Tutti questi esiti probabilmente sono ottenuti attraverso un miglioramento della responsività genitoriale. 

Cos’ è la responsività 

La sensibilità del genitore è definita come attenzione tempestiva, contingente ai segnali esplorativi e comunicativi dei bambini. Il genitore osserva, interpreta i segnali provenienti dal bambino cercando di immedesimarsi nella mente del bambino stesso e risponde in modo appropriato e nei tempi giusti: tutto ciò in modo che il bambino comprenda che il comportamento del genitore è stato generato dal suo segnale. La risposta del genitore, che deve essere sempre con un tono emotivo positivo, può favorire un ulteriore segnale comunicativo del bambino: questa reciprocità di scambi e la mutualità di costruzione della relazione è alla base del successo dell’interazione.

–> Leggi qui un estratto dell’opuscolo “La musica come nutrimento” della collana “Nutrire la mente” del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini  

Responsività e gioco musicale 

L’attività musicale si presta molto bene a sostenere gli scambi comunicativi. La sincronizzazione in corso della condivisione dell’attività musicale (canto o danza) favorisce la reciprocità, i turni di scambio, il canto o il baby talk sostiene i contenuti emotivi positivi della comunicazione e favorisce un aumento dell’attenzione e una riduzione del distress del bambino che non si può ottenere con altre attività.   Inoltre il canto, intonato sullo stato emotivo del bambino, aiuta il bambino a regolare i propri stati fisici ed emotivi. L’interazione tra adulto e bambino che si ottiene con le attività musicali favorisce l’apprendimento sociale. 

Le prove di efficacia 

Alcuni studi hanno verificato queste osservazioni:

  • Oltre 40 bambini di un anno di età hanno partecipato insieme al proprio genitore a circa nove mesi d’incontri in gruppo dove, con l’aiuto di un educatore musicale si praticavano attività di canto e di danza. Nel confronto con un gruppo simile che aveva partecipato invece a incontri di gioco, i bambini che avevano fatto pratica di attività musicale con il genitore all’età di due anni hanno presentato un miglior linguaggio espressivo, un aumento del numero di conversazioni e della loro durata con il genitore. Nell’analisi della funzione genitoriale, si è visto che i loro genitori nelle attività casalinghe presentavano una minore espressione di stati emotivi negativi e si comportavano in modo responsivo durante il pasto, un momento intimo dove talvolta il genitore rischia di forzare il bambino. Inoltre, i bambini, mostravano un maggiore controllo degli impulsi, una competenza dell’autocontrollo utile in ambienti o situazioni nuove. 

La musica è un prezioso alleato per facilitare l’apprendimento del linguaggio e per sostenere la responsività del genitore. 

Costantino Panza 

Pediatra e componente del Coordinamento Nazionale Nati per la Musica 

Nati per la Musica compie 20 anni

Nati per la Musica Nati per la Musica compie 20 anni

Stefano Gorini, pediatra e componente del Coordinamento Nazionale “Nati per la Musica” ci aiuta a ripercorrere le tappe di vita del Programma, dagli esordi a oggi

Quando Nati per la Musica (NpM), progetto originale italiano, è stato presentato ufficialmente al Congresso nazionale dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) di Asolo nell’ottobre 2006, il traguardo dei 20 anni era francamente impensabile. Pochi anni prima, nel 1999, aveva preso il via Nati per Leggere (NpL) e tante energie dovevano essere dedicate al consolidamento di questo programma. Inutile negare che c’erano forti dubbi sulla reale possibilità che riuscissimo a sostenerne un altro parallelo, che riguardasse la musica, poi! 

Il contesto scientifico degli esordi e gli studi più importanti

In quegli anni, tuttavia, emergevano sempre più articoli sugli influssi positivi della musica sullo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e sociale di bambine e bambini e su quanto la comunicazione musicale in famiglia potesse essere di sostegno alla genitorialità.  

Tre studi, in particolare, furono vere e proprie pietre miliari e sono tuttora attualissimi. 

  • R. Zatorre ci fece capire che l’esperienza sonoro-musicale è qualcosa di già presente fin dalle più tenere età della vita e coinvolge diversi ambiti funzionali nel cervello influenzandone lo sviluppo; 
  • Il gruppo di Saito dimostrò l’importanza della musicalità del linguaggio nella comunicazione madre-figlio, dando impulso e conferma al collegamento di Nati per la Musica con Nati per Leggere; 
  • Perani e coll. documentarono tramite la risonanza magnetica funzionale come il neonato di pochi giorni di vita avesse le stesse attivazioni cerebrali dell’adulto all’ascolto della musica;  
  • Fu poi importante la conferma che ci venne dai convegni su “Neuroscienze e Musica”, organizzati dalla Fondazione di Neurologia infantile “Pierfranco e Luisa Mariani” e dalla pubblicazione delle Neuromusic news

Un’organizzazione da far crescere e i primi riconoscimenti 

Il programma, man mano che si consolidava, richiedeva sempre più energie a livello organizzativo. Era ora che uscisse dalla fase pionieristica dei primi anni per passare da progetto a programma vero e proprio e il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini onlus (CSB) fu decisivo in questo e, col tempo, ne ha preso efficacemente in mano la gestione. Attualmente esiste un Coordinamento nazionale formato da 14 entusiasti componenti che prestano la loro opera volontariamente. Si è costituita inoltre una preziosa rete di referenti quasi in ogni regione che opera con altrettanta gratuita dedizione. 

Per quanto riguarda i riconoscimenti ricevuti, due fatti risaltano sugli altri: il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali nel 2007 e la pubblicazione nel 2014 del Manifesto “Le buone pratiche musicali aiutano i bambini a crescere, firmato da numerose personalità del mondo artistico, culturale e medico-scientifico, oltre che da numerosi enti e associazioni. 

La rete di operatrici e operatori e i partner del Programma 

Il programma si avvale dell’apporto, oltre che di pediatre e pediatri, di musiciste e musicisti, di bibliotecarie e bibliotecari, psicologhe e psicologi, ostetriche e altro personale sanitario, pedagogiste e pedagogisti, educatrici e educatori dei nidi e insegnanti di scuole dell’infanzia, volontarie e volontari NpM. Vengono organizzati incontri e laboratori per bambine, bambini e genitori nei vari ambiti in cui operano le diverse figure professionali. 

Per arrivare all’oggi, è da menzionare l’importante partnership con la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) e con l’Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica, che si concretizza nella partecipazione, come main partner, alla Festa della Musica che si tiene ogni anno il 21 giugno. 

Vanno ricordate ancora le collaborazioni con il Forum Nazionale per l’Educazione Musicale per dialogare con le istituzioni e con Opera Education, che promuove la passione per l’opera lirica nel giovane pubblico. 

–> qui puoi leggere l’ultimo Documento del Forum Nazionale “La musica nelle nuove indicazioni nazionali” cui anche Nati per la Musica ha dato un importante contributo 

Il Premio Nazionale “Nati per la Musica” 

Nel 2024, inoltre, è stato istituito con l’Associazione Cantiere Musicale Internazionale APS di Mileto (VV) il Premio Nazionale Nati per la Musica “un riconoscimento – come si legge nel Bando del Premio – al presidio NpM e/o alla migliore realtà progettuale, su scala nazionale, che abbia saputo fare propri e diffondere i fondamenti del programma nazionale”. 

I riscontri dalle famiglie e le prospettive future 

Chi partecipa al nostro programma, che si tratti di genitori, volontarie, volontari, professioniste o professionisti, ne riconosce il grande valore per una positiva relazione in famiglia e per tutte le ricadute su bambine e bambini e a livello personale. A 20 anni dalla sua nascita, quindi, Nati per la Musica si riconferma come importante realtà nazionale – che ha ancora grandi margini di crescita e di diffusione, per un impatto sempre più capillare sul territorio e a favore delle famiglie con bambine e bambini in fascia 0-6 – e come promotore di un investimento ormai irrinunciabile sul futuro delle nuove generazioni. 

Stefano Gorini 

Pediatra e componente del Coordinamento Nazionale Nati per la Musica