La musica: un’ottima alleata!
Monica Castagnetti, pedagogista, componente del Coordinamento Nazionale Nati per la Musica e Nati per Leggere, spiega come la musica non sia solo emozione e piacere, ma un vero e proprio strumento educativo e di supporto alla routine di bambine e bambini.
Lo sappiamo bene, la musica è puro piacere che si insinua nelle nostre vite in molti modi; è la melodia sussurrata a mezza voce prima di colazione, quando siamo felici, è quel ritmo capace di ricaricarci quando siamo giù, è il quartetto per archi che ci fa passare così bene il mal di testa, è quella hit estiva capace anche di riportare indietro il sapore dei ricordi, è quel brano che sentivamo cantare molti anni fa e ci emozionava. Comunque la si metta, la musica, canticchiata, fischiettata, suonata nella mente o ascoltata, è quel linguaggio naturale che catalizza le nostre emozioni, le connette e le suscita.
Forse proprio per queste sue componenti emotive e personali, alle volte facciamo un po’ fatica a pensare che possa avere una qualche utilità, eppure è uno strumento indispensabile dal punto di vista educativo e nella gestione delle routine quotidiane. Vediamo come.
1. Regolazione emotiva e transizioni più dolci
Durante i primi anni di vita, passare dal piacere di giocare al momento della pappa, di prepararsi per uscire o fare la nanna può generare frustrazione, dispiacere, contrasti o crisi di rabbia. Durante i cambiamenti di attività la musica può essere di grande supporto; agisce, infatti, direttamente sul sistema limbico, riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e riporta più rapidamente ad uno stato emotivo di serenità e piacere.
- Nella routine quotidiana: Utilizzare “canzoni di transizione” con ritmi regolari e prevedibili aiuta bambini e bambine a prevedere cosa sta per accadere. Un brano delicato e calmo prepara il corpo e la mente al riposo, mentre un motivo ritmato e divertente facilita il riordino dei giochi o la preparazione per uscire o la nanna senza arrivare allo scontro verbale.

2. Sviluppo del linguaggio e della comunicazione
L’ascolto e il canto di ninnenanne, filastrocche e linguaggio o canto ritmici stimolano le stesse aree cerebrali deputate all’elaborazione del linguaggio. La musicalità, infatti, accentua le sillabe delle parole, sottolinea le componenti vocaliche, rendendo più facile per il cervello nella prima infanzia identificare i fonemi e la struttura grammaticale, creando così una prima immagine efficace della struttura della madrelingua.
- Nella routine quotidiana: Cantare o declamare filastrocche durante il momento del bagnetto o del cambio del pannolino fa stare bene e arricchisce il vocabolario di bambine e bambini. Questi momenti operativi, così, possono trasformarsi in occasioni di interazione linguistica, sociale e conoscenza reciproca.
3. Sviluppo motorio e coordinazione
La musica invita naturalmente al movimento. L’ascolto di ritmi differenti, anche provenienti da diverse culture musicali, e la coordinazione tra udito e movimento (come battere le mani, marciare o danzare) stimolano la corteccia motoria e lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale e dell’equilibrio.
- Nella routine quotidiana: Un bel momento di danza non si nega a nessuno, anche se vi sentite negati, per il vostro bambino o bambina sarete i danzatori migliori del mondo. Giocare con il corpo, cantando o ascoltando musica aiuta bambini e bambine a prendere consapevolezza del proprio corpo, delle sue possibilità, supporta la coordinazione e affina la motricità grossolana e fine, necessarie per molti compiti quotidiani.

4. Potenziamento delle funzioni esecutive e dell’attenzione
Attività musicali semplici, come seguire un ritmo con il battito delle mani, dei piedi o percuotendo oggetti oppure fermarsi quando la musica o il canto si interrompe, sono attività molto complesse e giochi straordinari! Richiedono, infatti, capacità di controllo inibitorio, concentrazione, memoria di lavoro e flessibilità cognitiva, le basi delle cosiddette funzioni esecutive, che iniziano a crearsi fin da piccoli anche solo attraverso il rispetto dei turni di attesa in brevi scambi di versi e vagiti.
- Nella routine quotidiana: Quando bambini e bambine sono più grandi, si può giocare insieme a ripetere brevi e semplici ritmi, realizzati con la voce o battendo le mani o altre parti del corpo. Il rispetto del tempo di ascolto, il mantenimento in memoria del breve ritmo e la sua riproduzione sono difficili e molto sfidanti! Richiedono, infatti, capacità di autocontrollo che si riflette poi positivamente in routine complesse, come lo stare seduti a tavola durante i pasti o il lavarsi i denti con pazienza.
Queste sono solo alcune delle situazioni in cui la musica, nelle sue diverse declinazioni, può venire in supporto all’educazione e alle routine nei primi anni di vita.
L’invito ad avvalervi del canto e del ritmo in diverse situazioni quotidiane è soprattutto l’esortazione a recuperare il piacere di fare le cose insieme ai bambini e alle bambine con il loro stesso spirito. Per dare opportunità di giocare con la musica in questa età non serve per forza uno strumento, un lettore multimediale o uno schermo, basta recuperare quel piacere da cui siamo partiti in questo contributo e la gioia di usare la propria voce e le potenzialità musicali e ritmiche del corpo, proprio come fossimo ancora piccoli.
Monica Castagnetti
pedagogista e componente del Coordinamento Nazionale NpM