Esperienza musicale precoce: cosa dicono le neuroscienze
23 Giugno 2026
Elvira Brattico, neuroscienziata, e Luisa Lopez, medico neurofisiopatologa, entrambe componenti del Coordinamento Nazionale “Nati per la Musica” ci offrono un approfondimento su come l’esperienza sonoro-musicale precoce possa favorire forme di allineamento cervello-corpo, sensibili alla qualità affettiva della relazione
Sono passati due decenni dall’introduzione dell’hyperscanning1 ovvero la metodologia che permette di registrare l’attività cerebrale di due o più partecipanti simultaneamente mentre interagiscono esattamente come succede nella vita reale 2. Hasson e colleghi hanno rimarcato l’importanza di questa svolta metodologica descrivendola come una “rivoluzione copernicana” nelle neuroscienze cognitive precedentemente segnate da studi sull’attività del cervello isolato socialmente. Mentre lo studio pionieristico di Montague et al. si basava sulla risonanza magnetica, la prima applicazione dell’hyperscanning all’elettroencefalogramma (EEG) si attribuisce al gruppo di Fabio Babiloni a La Sapienza3. La registrazione duale di EEG ha aperto la strada alla comprensione delle interazioni diadiche e del loro effetto sullo sviluppo umano 4.
La sincronia inter-cerebrale e l’interazione sociale
La sincronia inter-cerebrale può essere considerata una manifestazione neurale della coordinazione sociale. Durante gli scambi interpersonali, l’attività cerebrale dei partner può mostrare forme di allineamento temporale, in continuità con il modello della sincronia bio-comportamentale, secondo cui l’interazione sociale coinvolge il coordinamento di comportamenti, segnali fisiologici, endocrini e neurali5.
Nati per Leggere – Nati per la Musica
Questi processi sono particolarmente rilevanti nelle prime relazioni di cura.
Nei primi mesi dopo la nascita, la bambina o il bambino dipende dalla regolazione fornita dall’adulto, che contribuisce a stabilizzare i suoi stati fisiologici e affettivi.
La coordinazione caregiver-bambina-bambino può riguardare diversi sistemi, dalla frequenza cardiaca alla dinamica neurale.
La sincronia bio-comportamentale appare come un meccanismo centrale della socialità umana e una possibile via attraverso cui le prime esperienze relazionali contribuiscono all’attaccamento 6.
Sensibilità ritmica e sensibilità melodica
In questo scenario, la musica rappresenta un contesto privilegiato per studiare la coordinazione precoce, perché organizza l’esperienza uditiva attraverso strutture temporali regolari. Uno studio 7 condotto dal gruppo di Giacomo Novembre presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Roma su 49 neonati addormentati ha mostrato che, già nei primi giorni di vita, il cervello è sensibile alle regolarità ritmiche del flusso musicale. I neonati ascoltavano brani pianistici di J. S. Bach in forma originale e manipolata, mentre l’attività cerebrale veniva registrata tramite EEG. Le risposte alle violazioni della struttura temporale indicano che i neonati costruiscono aspettative probabilistiche sul ritmo; al contrario, non sono state osservate risposte analoghe per la melodia. Questi risultati suggeriscono che la sensibilità ritmica sia disponibile molto precocemente, mentre quella melodica potrebbe svilupparsi più gradualmente con musica e linguaggio.
La sensibilità ritmica offre un ponte verso lo studio delle interazioni musicali tra caregiver, bambina o bambino. Se il ritmo è accessibile già alla nascita, può diventare uno strumento di allineamento corporeo, affettivo e neurale. In questa direzione si colloca uno studio del gruppo di Elvira Brattico in corso a Bari, in collaborazione col Canada e la Danimarca, che indaga la coordinazione madre-bambino in diadi con figli di 3-5 anni. Lo studio confronta una condizione musicale, basata sull’accompagnamento percussivo della canzone “Alla fiera dell’est”, e una condizione verbale/ludica, basata su una narrazione guidata.
Si può quindi concludere che,
grazie a nuove tecniche di registrazione e al crescente interesse dei ricercatori per l’influenza della musica sul neurosviluppo, trovano oggi conferma le intuizioni che guidano Nati per la Musica fin dal 2006 e, con maggiore accento ancora dal 2014, anno in cui venne condiviso il Manifesto a firma delle più autorevoli figure del mondo della musica, delle neuroscienze e dell’associazionismo.
Conclusioni
I risultati preliminari indicano che, durante l’interazione musicale, la preoccupazione empatica materna è associata positivamente alla sincronia inter-cerebrale nella banda alfa frontale. Una tendenza simile emerge anche per la sincronia motoria, mentre l’associazione non risulta significativa nella condizione verbale/ludica. Nel complesso, i dati suggeriscono che la musica, e in particolare la sua dimensione ritmica, possa favorire forme di allineamento cervello-corpo sensibili alla qualità affettiva della relazione. La continuità tra sensibilità ritmica neonatale e coordinazione musicale nelle diadi madre-bambino indica quindi che il ritmo non è soltanto un elemento dell’elaborazione musicale precoce, ma anche un possibile canale di regolazione interpersonale nello sviluppo.
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