Formare i formatori… da Fiesole nuove energie per NpM

Nati per la Musica Formare i formatori… da Fiesole nuove energie per NpM

Se il buongiorno si vede dal mattino, il Programma Nati per la Musica potrà contare su un bel sole splendente per il futuro. Il 26 e 27 gennaio scorsi, infatti, si è tenuto a Fiesole il corso per Formatori e Formatrici NpM che ha visto la partecipazione, quasi tutta al femminile, di un gruppo di professionisti (pediatre e pediatri, pedagogiste, assistenti sociali, musiciste, educatrici, insegnanti ecc.) davvero motivati e pronti a mettersi in gioco. Ventitré nuovi formatori, di cui ventidue donne, che formeranno a propria volta i futuri Operatori e Operatrici, Volontari e Volontarie NpM sui territori, con l’obiettivo – importante ricordarlo – di raggiungere più famiglie possibili con bambini e bambine in fascia 0-6 con le buone pratiche musicali. Perché non basta la buona pratica trasmessa e sperimentata una volta e basta. L’obiettivo è che l’esperienza sonoro-musicale entri nelle famiglie e ci rimanga in modo duraturo.

Tra momenti di apprendimento frontale e momenti laboratoriali – guidati da Monica Castagnetti, Alessandra Sila e Virginia Longo – le due giornate di formazione sono state caratterizzate da un clima piacevole che ha favorito l’interazione e la collaborazione di ciascuno ai lavori comuni. Non potevano ovviamente mancare gli spunti musicali che sono stati così frizzanti da giungere anche alla composizione di un simpatico jingle, utilizzato per risvegliare le energie nei momenti di comprensibile stanchezza. Ricordando continuamente come la musica condivisa in famiglia sia uno strumento (preziosissimo!) per costruire una relazione nutriente tra genitori, bambini e bambine e come l’esperienza musicale precoce possa davvero cambiare la traiettoria della vita dei più piccoli, prevalendo su ciò che sembra già scritto dalle condizioni sociali ed educative che, ricordiamolo, i bambini non scelgono. Ma anche per avere sempre presente l’importanza di creare consapevolezza nei genitori, rispetto alla loro competenza e alla loro responsività, e la necessità di veicolare le buone pratiche che fanno bene, non quelle “che fanno stare buoni”.

Ora, cari formatori e formatrici, tocca a voi. Buon lavoro!

Effetti del canto diretto al bambino – revisione sistematica

Nati per la Musica Effetti del canto diretto al bambino – revisione sistematica

In un recente articolo scientifico, pubblicato sulla rivista internazionale “Infant Behaviour and Developement” (qui l’articolo completo), viene spiegata la revisione sistematica della letteratura scientifica sul canto diretto al bambino emersa da 21 studi che ne hanno valutato gli effetti. Di seguito ne pubblichiamo un breve estratto in italiano seguito da un commento di Costantino Panza, componente del Coordinamento Nazionale di Nati per la Musica.

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Cantare per i bambini è ampiamente accettato come un’interazione piacevole, positiva e benefica tra genitore e bambino in tutte le culture. Sebbene la letteratura suggerisca che il canto dal vivo diretto dal bambino abbia un impatto potente sul bambino, sul genitore che canta e sulla coppia genitore-bambino, non è stata ancora condotta una revisione sistematica delle prove. A tal fine, questa revisione sistematica ha identificato 21 studi che hanno studiato l’effetto del canto dal vivo diretto dai genitori ai bambini. Questi impatti sono stati classificati come direttamente correlati al bambino, al genitore o alla coppia genitore-bambino. Attraverso tecniche di analisi tematica sono stati individuati tre temi principali, uno per ciascuna delle categorie di impatto considerate; Il canto diretto dal bambino ha un impatto sulla regolazione emotiva del bambino, fornisce conferma del ruolo del genitore e promuove la sintonizzazione affettiva all’interno della diade. I risultati rafforzano i benefici del canto dal vivo diretto dai genitori ai bambini per tutte le parti coinvolte, in particolare quando i genitori cantano per bambini con sviluppo tipico nati a termine. Al contrario, i risultati erano incoerenti per i neonati pretermine. Le implicazioni di queste scoperte sono discusse“.

Ecco, di seguito, il commento di Costantino Panza.

“Il canto, insieme al mammese o ad altre forme di vocalizzazioni non verbali, è uno strumento comunemente utilizzato dai genitori nell’accudimento e nell’interazione dei bambini. Scopo di questa revisione sistematica di tutta la letteratura scientifica sugli studi sul canto diretto al bambino era di valutare gli effetti di questa speciale modalità di comunicazione.

I risultati hanno rilevato che il canto del genitore ha un effetto calmante sull’eccitazione del bambino, favorendo pertanto la regolazione emotiva; inoltre il canto rivolto al bambino aiuta a mantenere l’attenzione dei bambini, stimolando pertanto le interazioni con l’adulto che canta, la sincronizzazione degli stati affettivi e l’attenzione congiunta. Infine il canto rivolto al bambino sostiene il benessere del genitore, contribuendo a migliorare la capacità di essere sensibile e responsivo nei confronti del bambino.

Il maggiore impatto delle interazioni canore è presente quando il genitore è in grado di controllare le caratteristiche del canto. Negli scenari in cui i genitori non sono in grado di scegliere la canzone, la capacità di rispondere alle richieste del bambino è più difficile. Questo potrebbe limitare la capacità del genitore di rispecchiare lo stato emotivo oppure la capacità di cambiare il canto in risposta al particolare bisogno del bambino”.

Ma la Vita come fa? La Festa della Musica 2023

Nati per la Musica Ma la Vita come fa? La Festa della Musica 2023

La Festa della Musica 2023 dal tema “Vivi la Vita”, con NpM nel ruolo di main partner, si è conclusa e le iniziative realizzate sui territori regionali sono state davvero numerose. Ciascuno ha dato il meglio di sé per offrire a bambini, bambine e alle loro famiglie delle esperienze sonore significative e delle occasioni per conoscere ed apprezzare il Programma con le sue solide evidenze scientifiche.

Nel mese di maggio ecco il mini-corso offerto gratuitamente a educatori e insegnanti di nidi e scuole dell’infanzia: più di 250 le richieste di iscrizione. Un modo per coinvolgere in maniera più diretta nella Festa anche i bambini e le bambine che frequentano queste realtà educative insieme alle loro famiglie.

Poi gli eventi organizzati sui singoli territori, dove Scuole di musica, Operatori musicali, Biblioteche e Associazioni hanno scatenato la loro fantasia e hanno offerto momenti davvero belli e pieni di musica e buone pratiche con lo stile che appartiene a ciascuno: tante le famiglie raggiunte e tanti gli stimoli proposti alle famiglie affinché possano a loro volta essere onde concentriche che vivono le buone pratiche nella quotidianità e possono far arrivare l’eco di queste belle esperienze anche ad altri bambini, bambine e famiglie. Un grazie enorme va a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita di questa Festa, in particolare tutti gli operatori che hanno lavorato con entusiasmo per la riuscita dei tanti eventi. Ricordiamo in particolare gli eventi di Castel Sant’Elia, Cuneo (svoltisi all’interno di due nidi d’infanzia), Verbania, Matera, Villaggio per Crescere di Bagaladi, Mileto, Taurianova, Villaggio per Crescere di Trieste, Gioia Tauro, Laureana di Borrello (svoltosi all’interno dell’Istituto Penitenziario), Lamezia Terme, Vibo Marina, Capranica, Lavagna, Villaggio per Crescere di Genova, Civitanova Marche, Villaggio per Crescere di San Benedetto del Tronto, Rimini, Messina, Calenzano, Grosseto, Sesto Fiorentino, le cui locandine sono pubblicate sul sito ufficiale della Festa della Musica. Ma diciamo grazie anche a tutte le famiglie con bambini in fascia 0-6 che hanno aderito alle iniziative e si sono lasciate guidare nelle esperienze sonore.

Infine, ecco, è stata proposta anche quest’anno l’iniziativa gratuita aperta a tutte le famiglie del territorio nazionale nell’ambito della Settimana della Musica di NpM, svoltasi dal 19 al 26 giugno. In continuità con l’anno scorso – “Ma il mondo come fa? Mappa sonora” – quest’anno la proposta è stata intitolata “Ma il mondo come fa? Dalla Mappa al Tesoro costruiamo insieme il nostro Scrigno Sonoro” e ha voluto offrire ai bambini, alle bambine e alle famiglie l’occasione per scoprire insieme i propri suoni preziosi, quelli che ciascuno conserva nel cuore perché hanno suscitato emozioni importanti e forti, e per trasformarli in veri e propri gioielli da riporre in uno scrigno: tutto da costruire a partire dai materiali scaricabili gratuitamente, da stampare, ritagliare e assemblare. E a cui poter attingere come ad un “pozzo di famiglia” quando lo si desidera. Tante le famiglie che hanno giocato insieme a noi e che hanno apprezzato l’iniziativa. Chissà quanti Scrigni Sonori saranno stati collocati in luoghi speciali di tante case!

I materiali per realizzare lo Scrigno Sonoro rimangono ancora disponibili e scaricabili a questo link.

Ancora buona musica a tutte e a tutti!

Apprendimento dall’input vocale

Nati per la Musica Apprendimento dall’input vocale

In un recente articolo scientifico, segnalato nella Newsletter “Neuromusic” della Fondazione Mariani e pubblicato il 3 maggio 2023 su Developmental Science, si evidenzia come i neonati siano in grado di estrarre e apprendere regolarità basate sulla ripetizione dall’input vocale. Di seguito ne pubblichiamo un breve estratto in italiano seguito da un commento di Costantino Panza, componente del Coordinamento Nazionale di Nati per la Musica.

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I neonati sono in grado di estrarre e apprendere regolarità basate sulla ripetizione dall’input vocale, cioè mostrano una maggiore attivazione cerebrale nelle regioni temporali bilaterali e frontali inferiori di sinistra a pseudoparole trisillabiche della forma AAB (ad esempio, “babamu”) che a parole casuali Sequenze ABC (ad esempio, “bamuge”). Se questa capacità sia specifica della parola o si applichi anche ad altri stimoli uditivi rimane inesplorato. Per indagare su questo, hanno testato se i neonati sono sensibili alle regolarità nei toni musicali. I neonati hanno ascoltato sequenze di toni AAB e ABC, mentre la loro attività cerebrale è stata registrata utilizzando la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS). Il paradigma, la frequenza dell’occorrenza e la distribuzione dei toni erano identici a quelli delle sillabe utilizzate in studi precedenti con il linguaggio. Gli Autori hanno osservato una maggiore risposta emodinamica invertita (negativa) all’AAB rispetto alle sequenze ABC nelle aree temporale bilaterale e fronto-parietale. Questa risposta invertita era causata da una diminuzione dell’ampiezza della risposta, attribuita all’assuefazione, nel corso dell’esperimento nella regione fronto-temporale sinistra per la condizione ABC e nella regione fronto-temporale destra per entrambe le condizioni. Questi risultati mostrano che la capacità dei neonati di discriminare le sequenze AAB dalle sequenze ABC non è specifica del linguaggio. Tuttavia, la risposta neurale ai toni musicali e alla lingua parlata è notevolmente diversa. I toni hanno dato origine all’assuefazione, mentre è stato dimostrato che il linguaggio innesca risposte crescenti nel corso dello studio. In modo correlato, la regolarità della ripetizione ha dato origine a una risposta emodinamica invertita quando portata dai toni, mentre era canonica per il linguaggio. Pertanto, la capacità dei neonati di rilevare la ripetizione non è specifica del linguaggio, ma coinvolge meccanismi cerebrali distinti per il linguaggio e la musica. La capacità dei neonati di rilevare le regolarità basate sulla ripetizione non è specifica del linguaggio, ma si estende anche ad altre modalità uditive. I meccanismi cerebrali alla base dell’elaborazione del linguaggio e della musica sono notevolmente diversi“.

Ecco il commento di Costantino Panza: “Il legame tra musica e linguaggio è di interesse ed è esplorato a diversi livelli. È nata prima la musica e poi il linguaggio oppure ambedue nascono in modo indipendente nel corso dell’evoluzione? Non è solo curiosità perché la scienza sta cercando trattamenti sul disturbo del linguaggio basati su una “musicoterapia” ad hoc. Chomsky ad esempio considera la musica come protolinguaggio. E così sia musica che linguaggio, secondo questa ipotesi, dovrebbero utilizzare le stesse aree cerebrali per la codifica delle informazioni prosodiche o melodiche. E su questo ha fatto studi Aniruddh Patel cercando similitudini fonetiche-fonologiche, morfosintattiche-sintattiche  e lessicali-semantiche (e, a parer suo, trovandole).

Da questo studio di Nallet e colleghi in realtà sembrerebbe che le cose non stiano proprio così e che la questione sia di intricata complessità. Sembra che lo studio indichi come il neonato elabori l’informazione del parlato in modo differente rispetto alla melodia: potrebbe essere così, tuttavia, perché deve ancora apprendere la complessità delle parole, mentre ha già imparato i toni (e i semitoni) e altre caratteristiche di base della musica durante la vita fetale“.

Genitori e musica… anche in carcere

Nati per la Musica Genitori e musica… anche in carcere

Ritrovare una dimensione familiare anche tra le mura di un carcere, è possibile. Questo è ciò che hanno vissuto alcune persone detenute dell’Istituto a custodia attenuata “Luigi Daga” di Laureana di Borrello (Reggio Calabria) sabato scorso, 25 marzo, in occasione del primo evento organizzato dal Cantiere Musicale Internazionale di Mileto che, insieme ad una rete di realtà locali, promuove il Programma nazionale Nati per la Musica sul territorio calabrese.

L’appuntamento, dal titolo “Che colore hanno le emozioni?”, rivolto ai bambini tra 0 e 6 anni e ai loro genitori, ha visto la partecipazione di cinque padri detenuti, inseriti in un percorso di rieducazione, insieme alle mogli e ai figli e ha permesso loro di sperimentare, attraverso la pratica musicale proposta dagli operatori, come la musica possa favorire l’incontro e la relazione tra genitori e figli anche all’interno di un contesto ostile come quello carcerario. La differenza, in questo caso, l’ha fatta la scelta di un ambiente dedicato e attrezzato a misura di bambini e bambine nei quali i detenuti insieme alle famiglie hanno potuto ritrovare un contesto quasi domestico per vivere il tempo insieme. «Non sono le restrizioni carcerarie a rappresentare la vera condanna… a quelle ci si abitua subito» ha scritto in una toccante testimonianza uno dei padri partecipanti «ma la lontananza dai nostri cari e dai nostri figli. È proprio grazie a iniziative come questa che ci rendiamo conto di quello che ci stiamo perdendo. Quello che per molti potrebbe sembrare un semplice momento di vita quotidiana, a noi fa assaporare la felicità di vedere i nostri figli giocare liberamente lontani da quei “tavoli di colloquio”. Scintilla che innesca in noi la voglia di riabilitazione e di riscatto».

Stupore e gioia negli occhi dei bambini e coinvolgimento diretto dei genitori nei giochi musicali hanno completato un quadro già peculiare con quei dettagli che in realtà sono sostanza e fondamento del Programma Nati per la Musica, tanto da far valutare ai responsabili dei progetti pedagogici della struttura -che ospita una cinquantina di persone detenute di cui una ventina di origine straniera – di inserirlo in un percorso specifico di sostegno alla genitorialità, garantendo così la realizzazione di altri eventi da riproporre con continuità nel tempo, secondo un calendario concordato con la direzione dell’Istituto. Non è mancato un ringraziamento da parte dei padri detenuti agli organizzatori e ai volontari «per essere riusciti, anche solo per poco tempo, ad abbattere le mura di cinta, facendoci tornare liberi vivendo la gioia di vedere i nostri figli felici e spensierati».

Nati per la Musica… per le feste

Nati per la Musica Nati per la Musica… per le feste

Quest’anno nel periodo natalizio ci siamo proprio voluti divertire. Non da soli, ovviamente: non volevamo di certo giocare il ruolo di quelli che “se la cantano e se la suonano”… perciò lo abbiamo fatto coinvolgendo le famiglie, i bambini e le bambine. Si sa che questo periodo dell’anno, tra dicembre e gennaio, è quello nel quale le attività rallentano, i nidi e le scuole dell’infanzia chiudono, i tempi condivisi si dilatano e c’è voglia di stare insieme e di impreziosire le giornate con qualcosa che faccia stare tutti bene. Così abbiamo pensato che Nati per la Musica avrebbe potuto essere parte di questi momenti speciali. Cosa abbiamo architettato? Ci siamo “conciati per le feste” e, sulla Pagina Facebook nazionale, abbiamo proposto tra il 24 dicembre e l’8 gennaio tredici appuntamenti musicali: dal jazz al soul, dal rock allo swing, fino ai canti tradizionali, grazie a una grafica molto colorata, gli ascolti sono fluiti lungo i giorni, offrendo a tutte e a tutti momenti di delicata spensieratezza e, crediamo, gioia.

Come? Vi siete persi gli ascolti? Niente paura! Oltre a poterli recuperare nei post di Facebook cliccando sui link o (meraviglia!) inquadrando il QR code – l’hashtag da cercare è #NpMperlefeste – ora potete ascoltarli “in un sol boccone” dalla Playlist che abbiamo appositamente creato per voi. Qui il link per collegarvi a Spotify. Allora, cosa aspettate? Ascoltate, ascoltate e ascoltate!

La nuova grafica del sito

Nati per la Musica La nuova grafica del sito

A distanza di due mesi dalla messa online del nuovo sito NpM vogliamo raccontarvi qualcosa del “backstage” della sua costruzione.

Dietro alle pagine di un sito e quindi anche dietro alle pagine del nuovo sito NpM c’è sempre un lavoro a più mani. C’è uno studio dell’esperto di comunicazione su chi sarà il pubblico di riferimento, su ciò che nel sito “vecchio” forse non funzionava o mancava, c’è la visione di ciò che si vorrebbe offrire con il nuovo sito in termini di messaggi e narrazioni, ma c’è anche il lavoro dei programmatori che dovranno scrivere il codice html (una cosa un po’ complicata) che permetterà di ottenere una determinata struttura del sito e inserire sezioni, testate, piè di pagina, titoli, testi, immagini secondo quanto indicato preventivamente dagli esperti di comunicazione. C’è, però, anche il lavoro dei grafici che provvedono alla scelta dei colori, dei font e delle illustrazioni o disegni che accompagneranno i testi e contribuiranno a rafforzare il messaggio che si vuole trasmettere al pubblico di riferimento, ma sosterranno anche la comunicazione della mission del Programma. Quindi un lavoro praticamente orchestrale che, a noi di NpM, proprio per questo, piace un sacco!

Abbiamo chiesto a Silvia, che ha curato le illustrazioni del nuovo sito (ma anche quelle della Mappa Sonora!), di raccontarci qualcosa sul suo lavoro. Ecco cosa ci ha detto: «Un’illustrazione parte sempre dalla ricerca e anche per Nati per la Musica è stato così. Ho raccolto idee e immagini disegnando poi le prime bozze che avevano come protagonisti gli oggetti sonori. Durante la progettazione ho trovato il tipo di segno e lo stile che secondo me erano adatti al pubblico a cui il sito si rivolge. Pentole, foglie, animali e altri oggetti di uso comune hanno preso vita e sono diventati dei potenziali strumenti musicali, allegri e colorati. Grazie a questo progetto io stessa mi sono resa conto di quanti suoni e rumori ci circondano in ogni momento della giornata e fanno “musica” e quanto sia importante rendere consapevole di questo anche un bambino fin dai primi mesi». E così anche Silvia si è trovata positivamente coinvolta dal messaggio, che a noi sta tanto a cuore:  abbiamo davvero #LaMusicaIntorno.

I benefici della musica fin da piccoli

Nati per la Musica I benefici della musica fin da piccoli

Oggi vi proponiamo un approfondimento sui benefici della musica fin da piccoli tratto dal libretto “La musica come nutrimento – i suoni dell’infanzia”, curato da Antonella Costantini e Alessandra Sila della collana “Nutrire la mente fin da piccoli” (il libretto è disponibile per l’acquisto dal sito del Centro per la Salute del Bambino).

«I benefici della musica sono diversi, di tipo fisico, emotivo, cognitivo, rela­zionale e sociale e mettono in atto dei fattori protettivi durante tutta la vita.

Uno dei fenomeni più evidenti della musica è che produce risposte im­mediate ed evidenti nel bambino. Ad esempio, cantando e cullando un bimbo, notiamo che il suo corpo tende a rilassarsi. Viceversa, se l’impulso sonoro è più incisivo otteniamo un’attivazione motoria ed emotiva. È sta­to dimostrato anche che la musica può ridurre la percezione del dolore.

Dal punto di vista percettivo, l’ascolto della musica affina i processi di elaborazione uditiva del linguaggio perché allena le medesime dimen­sioni e strutture (altezza, durata, accenti e timbro), legate alle componenti melodica e ritmico-temporale. Sia la musica che il linguaggio hanno rego­le grammaticali e sintattiche anche se gli elementi si chiamano diversa­mente: fonemi (suoni minimi della lingua), parole (gruppi di fonemi dotati di significato), frasi (insiemi di parole organizzate secondo la grammatica) nel linguaggio, note (singoli suoni), accordi (più suoni sovrapposti) e me­lodie (frasi musicali), nella musica. In base ai dati della letteratura, il cer­vello quindi elabora la musica e il linguaggio attivando meccanismi molto simili, pertanto l’ascolto e la pratica della musica e del canto rinforza­no anche lo sviluppo del linguaggio.

L’apprendimento della lingua madre avviene spontaneamente ma richie­de molte risorse e abilità (uditive, cognitive e interattive in prima battuta) e il bambino per impararla diventa un ricercatore di regolarità, cioè trova, nel flusso del parlato, i singoli segmenti linguistici, le parole, proprio per effetto della ricorrenza e grazie al ritmo. Sottolineare tale ricorrenza at­traverso le regolarità del ritmo di una canzone facilita l’apprendimen­to delle parole. La musica inoltre ci fa sintonizzare e muovere a ritmo con gli altri. Rispetto ad altre attività, fare musica insieme promuove di più la socialità perché le persone devono ascoltarsi e guardarsi reciproca­mente per produrre un movimento o un suono sincrono. Oppure inserirsi, ciascuno con la propria voce, all’interno di un gruppo musicale.

In sintesi, si è visto che la musica rende la mente più flessibile e, quan­do i bambini sono più grandicelli, verso i sei anni, lo studio di uno stru­mento musicale porta delle ricadute sullo sviluppo cognitivo anche in ambiti extramusicali.
L’attività musicale incide infatti sulle funzioni cognitive di base come l’attenzione, la discriminazione uditiva, la memo­ria, la capacità di programmare delle azioni finalizzata ad un obiettivo, la coordinazione motoria fine che vengono usate anche per apprendere al­tre abilità, come ad esempio la lettura, il calcolo o il disegno».  – Riproduzione riservata ©

Musica e abilità cognitive

Nati per la Musica Musica e abilità cognitive

Diversi studi e ricerche sono giunti alla conclusione che l’influenza che la musica può avere sullo sviluppo delle abilità cognitive dei bambini è determinante ed è per questo motivo che la musica dovrebbe essere coltivata fin da piccoli (e addirittura dall’ultimo trimestre di gravidanza) come buona pratica da proporre in modo continuativo in famiglia.

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In un articolo pubblicato sulla rivista “Medico e Bambino” del 2013 Elena Flaugnacco e Costantino Panza, entrambi membri del Coordinamento Nazionale NpM illustravano i risultati degli studi scientifici e sintetizzavano bene il “succo della questione” in queste poche righe: “In conclusione, per fare musica non è necessario essere dotati di un talento innato: ognuno ne ha le capacità. L’essere intonati dipende prevalentemente dagli stimoli ambientali e dall’esperienza che ognuno di noi fa. Anche se la musica svolta durante i primi anni di vita porta a un apprendimento più veloce in virtù di una maggior plasticità cerebrale, si può iniziare a fare musica con soddisfazione personale a qualunque età”. Qui puoi leggere l’articolo completo.

L’esperienza della Festa della Musica 2022

Nati per la Musica bambini che giocano con la mappa sonora

“Ma il mondo… come fa?”. Sembra di sentirli, i bambini e le bambine, mentre con occhi grandi e limpidi interrogano mamme e papà, nonne e nonni, zie e zii per conoscere, sapere, capire… è con questo spirito che quest’anno Nati per la Musica, il programma nazionale che promuove le buone pratiche musicali in famiglia dalla gravidanza ai sei anni, ha voluto celebrare la Festa della Musica 2022, il cui tema portante era “Recovery Green Sound”. Un momento nel quale si intendeva festeggiare, sì, la musica in tutti i suoi stili e varianti, ma anche (e dal nostro punto di vista, soprattutto) i suoni dell’ambiente, di quello che, per primo, Raymond Murray Schafer – musicista, compositore, attivista e ambientalista canadese venuto a mancare ad agosto dello scorso anno – chiamò “paesaggio sonoro”.

E allora ecco l’idea di una Mappa con la quale invitare famiglie, bambine e bambini ad andare “a caccia di suoni”, in modo molto semplice, immediato e accessibile: mettendosi in ascolto de #LaMusicaIntorno (hashtag scelto da Nati per la Musica per una rubrica domenicale sulla propria Pagina Facebook), dei suoni domestici, ambientali, naturali che ogni giorno, con un pizzico di attenzione, è possibile captare. La proposta, confluita anche nell’iniziativa nazionale “21ZeroSei – Famiglie in Musica” – azione sonoro-musicale dedicata all’infanzia – promossa dal Tavolo Permanente Musica 0-6, si è svolta dal 20 al 27 giugno e ha coinvolto tutto il territorio nazionale. Tante le esperienze vissute. C’è chi, come al Villaggio per Crescere di Genova, ha mappato i suoni della città passeggiando lungo le vie insieme alle famiglie e ai bambini. Come ci raccontano le operatrici del Villaggio: «Ci siamo mossi a zonzo per il Borgo Antico di Pontedecimo, dove sorge il presidio di Beata Chiara, tra campane, uccellini, vociare di nonne e nonni, vento e bandierine. Abbiamo poi ascoltato i suoni della Casa di Quartiere tra passi di persone, suoni della cucina e fotocopiatrici, per poi approdare sui prati verdissimi dell’Associazione Don Lino ai Broxi e perderci nei suoni della natura. Stupore, attenzione e silenzio attento, mano nella mano con mamma e papà. Anche questo è Villaggio, anche questa è musica!».

C’è chi, ancora, come al Villaggio per Crescere di San Giacomo (Trieste), ha mappato i suoni quotidiani attingendo alle culture di origine delle mamme presenti. Come racconta Ilaria, coordinatrice, «con le famiglie abbiamo scoperto che le campane fanno “din don dan”, gli oggetti della cucina fanno “sbemm, blinn, dang e din”, la Bora fa “ffffff” e “uuuuu”, l’acqua che gocciola fa “glu glu glu”, “plin plin” o “ptchhhh”, ma il meglio è arrivato nel mappare i versi degli animali. Il cane fa “hu hu hu” per una mamma del Mali, “hap hap” per una mamma tunisina, “guau guau” per una mamma argentina, “ham ham” per una mamma albanese e “woof woof” per una mamma inglese». C’è chi, ancora, in autonomia ha costruito la propria personalissima mappa sonora, realizzando collage di foto e onomatopee davvero bellissimi! Ecco il racconto di una famiglia della provincia di Macerata:  «In prima battuta abbiamo fatto una caccia al tesoro in casa. Ogni indizio (una lettera) era nascosta nel punto corrispondente al disegno: una pentola, una campanella, Hey Hey il gallo del film Oceania, che grida “Ahhhhh” invece di chicchirichí … poi ci siamo spostati all’aperto intorno a casa: uno stagno, una casa con un cane sempre molto “rumoroso”, un’altalena, una pineta con i grilli, uccellini, vento e fruscio delle foglie ed infine abbiamo preso l’auto per andare a fare una passeggiata al fiume Chienti. Grazie per questa bella proposta. Ci siamo divertite!».

Ora la Mappa Sonora resta disponibile gratuitamente a questo link per continuare ad ascoltare e mappare i suoni intorno a noi. Perché il gioco dell’ascolto non finisce mai!

La Mappa Sonora per le famiglie

Nati per la Musica La Mappa Sonora per le famiglie

L’idea è nata quasi per caso. Tra una lettura sul Paesaggio Sonoro, una riflessione, un’intuizione e il desiderio comune di offrire qualcosa di bello e giocoso per celebrare la Festa della Musica 2022 (che, guardacaso, quest’anno aveva come tema di fondo il “Recovery Green Sound”) anche noi di NpM siamo tornati un po’ bambini e ci siamo ricordati di quanto fosse bello giocare alla Caccia al Tesoro: leggere gli indizi, provare a risolvere gli indovinelli che ci avrebbero portati alle tappe successive, correre su e giù per il quartiere o per il parco, confrontarsi e discutere la strategia per arrivare al tesoro finale… Ma anche, memori di qualche romanzo classico, ci è tornato in mente di quanto ci appassionavamo a leggere le mappe del tesoro, per capirne ed interpretarne la simbologia e magari risolvere un enigma, o ancora di quando ci cimentavamo nel crearne una tutta nostra. Per tutti noi ricordi indelebili.

E allora, perché non proporre alle famiglie di andare “a caccia di suoni”? Un’attività semplice, gratuita, a portata di tutti che avrebbe offerto l’opportunità di conoscere ed entrare in contatto, fin da piccoli, con i suoni che sono intorno a noi, in casa, all’aperto e che magari a volte, nel trambusto generale, ci sfuggono. Un modo per entrare più in contatto con l’ambiente sonoro nel quale tutti siamo immersi e che ci offre suoni e ritmi con disponibilità h24, attraverso un’esperienza sonora condivisa.

Così abbiamo messo al lavoro i nostri grafici di fiducia e, grazie alla loro creatività che sempre ci sorprende, ecco che, illustrazione dopo illustrazione, passaggio dopo passaggio, siamo arrivati alla Mappa Sonora “Ma il mondo come fa?”. Un gallo, le gocce d’acqua, le voci, le foglie e anche il silenzio… attraverso delle illustrazioni simboliche – belle, non c’è che dire – ecco che l’idea che ci era frullata in testa è diventata realtà. Ci è sembrata un piccolo gioiello… e, non paghi di un’unica possibile versione, l’abbiamo fatta preparare a colori, in bianco e nero e… anche in versione vuota e personalizzabile. Perché ciascuna bambina e ciascun bambino, accompagnati da mamme, papà e altri adulti di riferimento, potessero creare la Mappa più vicina alla loro realtà quotidiana.

In fondo, lo sappiamo bene: imparare ad ascoltare, ri-conoscere i suoni e distinguerli dai rumori oggi è un presupposto fondamentale per l’apprendimento di domani. E allora, via! Che Caccia al Tesoro sonora sia!

L’esperienza dello shooting fotografico

Nati per la Musica L’esperienza dello shooting fotografico

Per realizzare il nuovo sito di Nati per la Musica, tra le varie cose, abbiamo organizzato anche uno shooting fotografico perché una foto di qualità, fatta da un professionista, è un veicolo privilegiato per comunicare l’essenza e la sostanza del Programma. Cosa può trasmettere più efficacemente la bellezza di fare musica in famiglia se non gli sguardi e i sorrisi dei bambini e dei loro genitori o nonni? E quale modo migliore di renderli indelebili se non l’occhio esperto di un fotografo, capace di coglierne ogni sfumatura?

Così abbiamo coinvolto le famiglie dei Villaggi di Trieste e grazie alla collaborazione dei Referenti NpM, delle operatrici e delle educatrici – e grazie anche al tempo atmosferico che ci ha regalato una splendida giornata di sole – i momenti dedicati agli scatti, uno nella cornice di Villa Revoltella e l’altro nei locali del Villaggio per Crescere di Valmaura, si sono svolti nel migliore dei modi.

Ma cosa significa partecipare ad uno shooting? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei partecipanti, anche quelli che stavano “dietro l’obiettivo”.

«Io porto con me i colori dello shooting» ci racconta Chiara, volontaria «verde come il prato su cui i bambini e le bambine mi hanno fatta sedere per leggere con loro un libro. Ho scoperto la loro impazienza nel voler scoprire la pagina successiva e poi… ricominciare da capo. Azzurro come il cielo di quella mattina che odorava di primavera. Mattina ideale per giocare con gli oggetti e i loro suoni e vedere quanto è divertente suonare le noci di cocco. Rosso e giallo come alcuni dei fiori; colori vivaci e gioiosi come le voci dei bambini, delle bambine e dei loro genitori che hanno scelto di condividere anche con me il loro tempo rendendolo prezioso. Aggiungo anche la piacevole sensazione di essere presa per un dito e accompagnata verso la panchina dove si trovavano i libri per poterne scegliere uno insieme».

«È stata una mattinata ricca di allegria e sorprese!» dice con entusiasmo Martina, educatrice del Villaggio «Lo sguardo dei bambini si illuminava di gioia quando scoprivano che un bastoncino sfregato sul cartone zigrinato potesse riprodurre il suono della rana e quanta curiosità nel cercare di comprendere come usare le noci di cocco, come paraorecchie, paraocchi, cucchiai oppure… come mini percussioni! Insieme ai bambini e al loro stupore abbiamo riscoperto sensazioni quasi dimenticate. Esplorando il mondo con le sue infinite tonalità e suoni tutto ha acquisito una nuova forma, una nuova emozione. Ci siamo ritrovati insieme, lattanti, bambine e bambini piccoli e grandi, tutti entusiasti di poter suonare insieme ai genitori e ai nonni che con gioia si sono fatti coinvolgere in canti e danze nella creazione di un coro di risate e armonia».