Pediatre e pediatri come promotori della pratica sonoro-musicale precoce

Nati per la Musica Pediatre e pediatri come promotori della pratica sonoro-musicale precoce

Stefania Manetti, pediatra, Presidente Associazione Culturale Pediatri, componente del Coordinamento Nazionale Nati per Leggere e Nati per la Musica

La musica comincia nella relazione

La pratica sonoro musicale nasce da semplici e spesso naturali incontri come una voce che canta, un suono naturale in risposta a una vocalizzazione. Nei primi anni di vita esperienze quotidiane positive precoci come fare musica insieme è un ottimo modo per stare o consolidare una relazione. Per le pediatre e i pediatri, promuovere la musica significa aiutare le famiglie a riconoscere ciò che possono offrire con la propria voce, l’ascolto e il gioco.

Che cosa ci dice la ricerca

Uno studio pubblicato su eLife, condotto su 79 lattanti di 3, 6 e 12 mesi, ha indagato le risposte uditive e i movimenti spontanei alla musica nel primo anno di vita. Le risposte motorie diventano più articolate nel corso del primo anno, ma nello studio non emerge ancora una sincronizzazione dei movimenti con la musica. Ascoltare e muoversi a tempo sono capacità diverse, che non vanno confuse né trasformate in traguardi da raggiungere. Lo studio offre  un potenziale approfondimento di come lo sviluppo del cervello nel primo anno di vita trasforma la  musica in movimenti spontanei di crescente complessità.

La revisione di Váradi esplora i legami tra educazione musicale e competenze sociali ed emotive, come riconoscere le emozioni e costruire relazioni.  La musica è una forma espressiva che si muove a livelli preverbali e quindi accessibile a tutti. Gli studi analizzati riguardano però età, contesti e attività differenti, ma concordano sull’abilita della pratica sonoro musicale precoce nella promozione dello sviluppo delle competenze sociali e emotive.

Il bilancio di salute come occasione

La continuità dell’incontro con le famiglie ci permette di riprendere il tema durante i bilanci di salute. Una domanda può aprire il dialogo: «Ci sono canzoni o giochi sonori che vi piace fare insieme?». Ascoltare le risposte aiuta a partire dalle abitudini familiari, valorizzando anche le tradizioni appartenenti a etnie diverse.

Il compito delle pediatre e dei pediatri è incoraggiare, supportare e mostrare un piccolo gioco vocale quando possibile, rinforzando il messaggio nel corso dei bilanci di salute successivi:  chiedendo che cosa è piaciuto e quali difficoltà sono emerse. La promoizone della pratica sonoro musicale può essere più accessibili anche ai padri che vanno coinvolti esplicitamente, insieme alle altre persone che si prendono cura della bambina o del bambino.

Possiamo proporre pochi suggerimenti, da adattare ai tempi e alle preferenze di ogni famiglia:

  • cantare una breve canzone durante il cambio o prima del sonno;
  • riprendere un vocalizzo, poi fare una pausa per lasciare spazio alla risposta;
  • ascoltare un brano insieme, accompagnandolo con gesti e movimenti spontanei;
  • esplorare suoni con oggetti sicuri e adatti all’età, con un adulto presente.

Seguire i segnali della bambina o del bambino conta più della durata dell’attività: se si volta, si irrigidisce o appare stanco, è il momento di fermarsi. Manteniamo un volume confortevole e lasciamo spazio al silenzio. La musica registrata può accompagnare il gioco condiviso. E’ un gioco di sguardi, di suoni e di movimenti.

Per approfondire >>>>>> Nati per la Musica: la musica come esperienza quotidiana di cura | CSB

Una rete per raggiungere tutte le famiglie

Questi gesti non richiedono acquisti, ma tempo, fiducia e occasioni accessibili. Per questo il consiglio in ambulatorio acquista forza quando si collega alla rete Nati per la Musica: biblioteche, consultori, nidi, musiciste e musicisti possono offrire incontri e sostenere le famiglie, soprattutto quelle più isolate.

Le finalità del programma Nati per la Musica e la guida del CSB La musica come nutrimento offrono riferimenti per accompagnare questo percorso. Come pediatre e pediatri possiamo contribuire affinché la pratica musicale entri nella quotidianità come un piacere possibile, rispettoso delle differenze e condiviso tra adulti, bambine e bambini.