Due battute con… Salvatore Di Russo

Nati per la Musica Due battute con… Salvatore Di Russo

(a cura di Luisa Pozzar)

Proseguiamo con il nostro percorso di ascolto di musicisti ed esperti sulle evidenze scientifiche che sono alla base del Programma Nati per la Musica. Perché la proposta della musica fin da piccoli ha basi solide, dimostrate da ampi studi scientifici che si sono susseguiti e rinnovati negli anni.

Oggi sarà nostro ospite Salvatore Di Russo, musicista, referente nazionale del Metodo BAPNE® e componente del Coordinamento Nazionale NpM.

Nell’esperienza sonoro-musicale precoce dei bambini e delle bambine, quanto è importante il coinvolgimento del corpo?

Come sostengono diversi studi fenomenologici, il corpo partecipa all’esperienza musicale con molteplici modalità che spesso vanno oltre l’aspetto puramente fisico (Lopéz Cano, 2005). Questo legame esistente tra il corpo e la musica ha destato l’interesse di numerosi pedagogisti tanto da considerare il movimento come un elemento fondamentale della propria proposta didattica. Così, tra i tanti, Friedrich Fröbel nel suo Mütter und Köselieder (1844) inserì alcune melodie psicomotorie destinate a bambini nei lori primi anni di vita ritenendo il corpo lo strumento attraverso il quale l’uomo “quale essere spirituale è correlato al mondo delle cose”; Dalcroze pose il corpo alla base della sua eurtimica quale situ per lo sviluppo della  “coscienza del ritmo” ed Edgar Willems sostenne la necessità di impiegare esercizi basati sul movimento istintivo del corpo per risvegliare “l’immaginazione motrice, chiave del ritmo musicale, e del ritmo artistico in generale”.

Quali benefici offre l’esperienza sonoro-musicale condivisa in famiglia? Come renderla parte della quotidianità?

La famiglia, in particolare la madre, assume un ruolo fondamentale nella crescita del bambino sin dai suoi primi mesi di vita. Semplici giochi di stimolazione motoria accompagnati dal canto possono essere infatti di grande aiuto nel suo sviluppo neuromotorio che, se da un lato è determinato geneticamente, dall’altro può essere condizionato dall’ambiente, dall’esperienza e dall’affettività. Ogni istante dello sviluppo dei bambini e delle bambine può essere accompagnato da attività musicali che richiedono il movimento. Le ninne-nanne, i giochi di coordinazione infantile, le filastrocche rappresentano un vasto repertorio a disposizione dei genitori per costruire attività neuromotorie adattabili allo specifico stadio evolutivo dei propri piccoli. La consapevolezza dei benefici che tali attività possono apportare al benessere fisico, psicologico ed emozionale dei bambini e delle bambine può offrire un grande stimolo affinché queste pratiche possano entrare a far parte integrante della quotidianità.

Formare i formatori… da Fiesole nuove energie per NpM

Nati per la Musica Formare i formatori… da Fiesole nuove energie per NpM

Se il buongiorno si vede dal mattino, il Programma Nati per la Musica potrà contare su un bel sole splendente per il futuro. Il 26 e 27 gennaio scorsi, infatti, si è tenuto a Fiesole il corso per Formatori e Formatrici NpM che ha visto la partecipazione, quasi tutta al femminile, di un gruppo di professionisti (pediatre e pediatri, pedagogiste, assistenti sociali, musiciste, educatrici, insegnanti ecc.) davvero motivati e pronti a mettersi in gioco. Ventitré nuovi formatori, di cui ventidue donne, che formeranno a propria volta i futuri Operatori e Operatrici, Volontari e Volontarie NpM sui territori, con l’obiettivo – importante ricordarlo – di raggiungere più famiglie possibili con bambini e bambine in fascia 0-6 con le buone pratiche musicali. Perché non basta la buona pratica trasmessa e sperimentata una volta e basta. L’obiettivo è che l’esperienza sonoro-musicale entri nelle famiglie e ci rimanga in modo duraturo.

Tra momenti di apprendimento frontale e momenti laboratoriali – guidati da Monica Castagnetti, Alessandra Sila e Virginia Longo – le due giornate di formazione sono state caratterizzate da un clima piacevole che ha favorito l’interazione e la collaborazione di ciascuno ai lavori comuni. Non potevano ovviamente mancare gli spunti musicali che sono stati così frizzanti da giungere anche alla composizione di un simpatico jingle, utilizzato per risvegliare le energie nei momenti di comprensibile stanchezza. Ricordando continuamente come la musica condivisa in famiglia sia uno strumento (preziosissimo!) per costruire una relazione nutriente tra genitori, bambini e bambine e come l’esperienza musicale precoce possa davvero cambiare la traiettoria della vita dei più piccoli, prevalendo su ciò che sembra già scritto dalle condizioni sociali ed educative che, ricordiamolo, i bambini non scelgono. Ma anche per avere sempre presente l’importanza di creare consapevolezza nei genitori, rispetto alla loro competenza e alla loro responsività, e la necessità di veicolare le buone pratiche che fanno bene, non quelle “che fanno stare buoni”.

Ora, cari formatori e formatrici, tocca a voi. Buon lavoro!

Effetti del canto diretto al bambino – revisione sistematica

Nati per la Musica Effetti del canto diretto al bambino – revisione sistematica

In un recente articolo scientifico, pubblicato sulla rivista internazionale “Infant Behaviour and Developement” (qui l’articolo completo), viene spiegata la revisione sistematica della letteratura scientifica sul canto diretto al bambino emersa da 21 studi che ne hanno valutato gli effetti. Di seguito ne pubblichiamo un breve estratto in italiano seguito da un commento di Costantino Panza, componente del Coordinamento Nazionale di Nati per la Musica.

[…]

Cantare per i bambini è ampiamente accettato come un’interazione piacevole, positiva e benefica tra genitore e bambino in tutte le culture. Sebbene la letteratura suggerisca che il canto dal vivo diretto dal bambino abbia un impatto potente sul bambino, sul genitore che canta e sulla coppia genitore-bambino, non è stata ancora condotta una revisione sistematica delle prove. A tal fine, questa revisione sistematica ha identificato 21 studi che hanno studiato l’effetto del canto dal vivo diretto dai genitori ai bambini. Questi impatti sono stati classificati come direttamente correlati al bambino, al genitore o alla coppia genitore-bambino. Attraverso tecniche di analisi tematica sono stati individuati tre temi principali, uno per ciascuna delle categorie di impatto considerate; Il canto diretto dal bambino ha un impatto sulla regolazione emotiva del bambino, fornisce conferma del ruolo del genitore e promuove la sintonizzazione affettiva all’interno della diade. I risultati rafforzano i benefici del canto dal vivo diretto dai genitori ai bambini per tutte le parti coinvolte, in particolare quando i genitori cantano per bambini con sviluppo tipico nati a termine. Al contrario, i risultati erano incoerenti per i neonati pretermine. Le implicazioni di queste scoperte sono discusse“.

Ecco, di seguito, il commento di Costantino Panza.

“Il canto, insieme al mammese o ad altre forme di vocalizzazioni non verbali, è uno strumento comunemente utilizzato dai genitori nell’accudimento e nell’interazione dei bambini. Scopo di questa revisione sistematica di tutta la letteratura scientifica sugli studi sul canto diretto al bambino era di valutare gli effetti di questa speciale modalità di comunicazione.

I risultati hanno rilevato che il canto del genitore ha un effetto calmante sull’eccitazione del bambino, favorendo pertanto la regolazione emotiva; inoltre il canto rivolto al bambino aiuta a mantenere l’attenzione dei bambini, stimolando pertanto le interazioni con l’adulto che canta, la sincronizzazione degli stati affettivi e l’attenzione congiunta. Infine il canto rivolto al bambino sostiene il benessere del genitore, contribuendo a migliorare la capacità di essere sensibile e responsivo nei confronti del bambino.

Il maggiore impatto delle interazioni canore è presente quando il genitore è in grado di controllare le caratteristiche del canto. Negli scenari in cui i genitori non sono in grado di scegliere la canzone, la capacità di rispondere alle richieste del bambino è più difficile. Questo potrebbe limitare la capacità del genitore di rispecchiare lo stato emotivo oppure la capacità di cambiare il canto in risposta al particolare bisogno del bambino”.

Una musica può fare – La musicalità intuitiva

Nati per la Musica Una musica può fare – La musicalità intuitiva

Esiste una musicalità intuitiva e reale nelle conversazioni tra mamma e bambino. Un profilo intonativo ascendente lo incoraggerà, mentre un profilo intonvativo discendente lo calmerà.

Nelle interazioni che continuamente ci sono tra mamma e bambino la voce gioca un ruolo molto importante. Vero e proprio strumento che ci portiamo dentro per tutta la vita, la voce è una sorta di documento d’identità che certifica la nostra unicità (non c’è una voce uguale all’altra) ed è di fatto la “rappresentazione sonora” di ciò che siamo. Quando parliamo o cantiamo per il nostro bambino o per la nostra bambina, la nostra voce può influenzare il suo stato emotivo e quindi è importante avere cura di questo mezzo di comunicazione e di relazione, approfittando di ogni momento per utilizzarlo (e farlo utilizzare) e per osservare le reazioni emotive del nostro bambino o bambina. Sarà un bellissimo modo per conoscerci sempre più a fondo, nutrire la relazione e sperimentare la musicalità intuitiva e reale che ci appartiene fin dalla nascita.

Due battute con… Elena Flaugnacco

Nati per la Musica Due battute con… Elena Flaugnacco

(a cura di Elisa Maria Colombo)

Proseguiamo con io nostro percorso di ascolto di musicisti ed esperti sulle evidenze scientifiche che sono alla base del Programma Nati per la Musica. Perché la proposta della musica fin da piccoli ha basi solide, dimostrate da ampi studi scientifici che si sono susseguiti e rinnovati negli anni.

Oggi sarà nostra ospite Elena Flaugnacco, neuropsicologa e psicoterapeuta e componente del Coordinamento Nazionale NpM.

In che senso il linguaggio si sviluppa in sintonia con la musica? 

Linguaggio e musica per svilupparsi coinvolgono le stesse strutture cognitive e in parte anche le stesse strutture neurali. Inoltre, intonazione, ritmo, durata, tono, intensità e accenti sono elementi comuni a linguaggio e musica: entrambi possono essere considerati come una sequenza organizzata di eventi sonori e motori che richiedono un’elaborazione temporale. Vi è oltretutto una grande somiglianza tra analisi del fonema della comunicazione parlata e del tono in quella musicale.  

Nella lettura e nella comprensione della frase la corretta percezione del ritmo influisce sulla comprensione di quanto si sta leggendo o si sta ascoltando: ad esempio, lo stesso ritmo, la stessa intonazione hanno valenze emotive ed espressive. Una frase può essere pronunciata con due intenzioni differenti e portare con sé due significati comunicativi diversi.  

Che cosa significa trasferimento delle competenze?

Attraverso la musica è possibile stimolare altri aspetti cognitivi, aumentando le competenze del bambino anche in attività extramusicali come la lettura, il linguaggio, il calcolo a mente e altre abilità sociali. Questo apprendimento avviene grazie a un trasferimento di competenze: una conoscenza o un apprendimento acquisito in ambito musicale influenza e viene applicato in un contesto diverso. 

Musica in famiglia – L’ascolto dell’ambiente e delle voci

Nati per la Musica Musica in famiglia – L’ascolto dell’ambiente e delle voci

L’ambiente è un’orchestra di strumenti: le gocce di pioggia, il soffio del vento che scuote le foglie o l’acqua del rubinetto che scorre. Fai tesoro di questi suoni e ricalcali con la voce.

Ma davvero il bambino mi ascolta e riconosce la mia voce?

Fin dal suo concepimento il bambino è immerso in un mondo di suoni e voci che giungono alla sua pelle tramite il liquido amniotico. Il bambino ascolta i suoni del corpo della mamma e anche la sua voce in particolare dal 5° mese di gravidanza, quando il suo udito è sviluppato e attivo. In risposta a ciò che ascolta, il bambino fa dei movimenti e può anche modificare il battito cardiaco.

Questo sarà un ascolto determinante nel suo sviluppo perché diversi studi hanno dimostrato che dopo la nascita il bambino sarà in grado di distinguere la voce della mamma rispetto ad altre voci e questo nutre e nutrirà profondamente la loro relazione.

Ma la Vita come fa? La Festa della Musica 2023

Nati per la Musica Ma la Vita come fa? La Festa della Musica 2023

La Festa della Musica 2023 dal tema “Vivi la Vita”, con NpM nel ruolo di main partner, si è conclusa e le iniziative realizzate sui territori regionali sono state davvero numerose. Ciascuno ha dato il meglio di sé per offrire a bambini, bambine e alle loro famiglie delle esperienze sonore significative e delle occasioni per conoscere ed apprezzare il Programma con le sue solide evidenze scientifiche.

Nel mese di maggio ecco il mini-corso offerto gratuitamente a educatori e insegnanti di nidi e scuole dell’infanzia: più di 250 le richieste di iscrizione. Un modo per coinvolgere in maniera più diretta nella Festa anche i bambini e le bambine che frequentano queste realtà educative insieme alle loro famiglie.

Poi gli eventi organizzati sui singoli territori, dove Scuole di musica, Operatori musicali, Biblioteche e Associazioni hanno scatenato la loro fantasia e hanno offerto momenti davvero belli e pieni di musica e buone pratiche con lo stile che appartiene a ciascuno: tante le famiglie raggiunte e tanti gli stimoli proposti alle famiglie affinché possano a loro volta essere onde concentriche che vivono le buone pratiche nella quotidianità e possono far arrivare l’eco di queste belle esperienze anche ad altri bambini, bambine e famiglie. Un grazie enorme va a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita di questa Festa, in particolare tutti gli operatori che hanno lavorato con entusiasmo per la riuscita dei tanti eventi. Ricordiamo in particolare gli eventi di Castel Sant’Elia, Cuneo (svoltisi all’interno di due nidi d’infanzia), Verbania, Matera, Villaggio per Crescere di Bagaladi, Mileto, Taurianova, Villaggio per Crescere di Trieste, Gioia Tauro, Laureana di Borrello (svoltosi all’interno dell’Istituto Penitenziario), Lamezia Terme, Vibo Marina, Capranica, Lavagna, Villaggio per Crescere di Genova, Civitanova Marche, Villaggio per Crescere di San Benedetto del Tronto, Rimini, Messina, Calenzano, Grosseto, Sesto Fiorentino, le cui locandine sono pubblicate sul sito ufficiale della Festa della Musica. Ma diciamo grazie anche a tutte le famiglie con bambini in fascia 0-6 che hanno aderito alle iniziative e si sono lasciate guidare nelle esperienze sonore.

Infine, ecco, è stata proposta anche quest’anno l’iniziativa gratuita aperta a tutte le famiglie del territorio nazionale nell’ambito della Settimana della Musica di NpM, svoltasi dal 19 al 26 giugno. In continuità con l’anno scorso – “Ma il mondo come fa? Mappa sonora” – quest’anno la proposta è stata intitolata “Ma il mondo come fa? Dalla Mappa al Tesoro costruiamo insieme il nostro Scrigno Sonoro” e ha voluto offrire ai bambini, alle bambine e alle famiglie l’occasione per scoprire insieme i propri suoni preziosi, quelli che ciascuno conserva nel cuore perché hanno suscitato emozioni importanti e forti, e per trasformarli in veri e propri gioielli da riporre in uno scrigno: tutto da costruire a partire dai materiali scaricabili gratuitamente, da stampare, ritagliare e assemblare. E a cui poter attingere come ad un “pozzo di famiglia” quando lo si desidera. Tante le famiglie che hanno giocato insieme a noi e che hanno apprezzato l’iniziativa. Chissà quanti Scrigni Sonori saranno stati collocati in luoghi speciali di tante case!

I materiali per realizzare lo Scrigno Sonoro rimangono ancora disponibili e scaricabili a questo link.

Ancora buona musica a tutte e a tutti!

Apprendimento dall’input vocale

Nati per la Musica Apprendimento dall’input vocale

In un recente articolo scientifico, segnalato nella Newsletter “Neuromusic” della Fondazione Mariani e pubblicato il 3 maggio 2023 su Developmental Science, si evidenzia come i neonati siano in grado di estrarre e apprendere regolarità basate sulla ripetizione dall’input vocale. Di seguito ne pubblichiamo un breve estratto in italiano seguito da un commento di Costantino Panza, componente del Coordinamento Nazionale di Nati per la Musica.

[…]

I neonati sono in grado di estrarre e apprendere regolarità basate sulla ripetizione dall’input vocale, cioè mostrano una maggiore attivazione cerebrale nelle regioni temporali bilaterali e frontali inferiori di sinistra a pseudoparole trisillabiche della forma AAB (ad esempio, “babamu”) che a parole casuali Sequenze ABC (ad esempio, “bamuge”). Se questa capacità sia specifica della parola o si applichi anche ad altri stimoli uditivi rimane inesplorato. Per indagare su questo, hanno testato se i neonati sono sensibili alle regolarità nei toni musicali. I neonati hanno ascoltato sequenze di toni AAB e ABC, mentre la loro attività cerebrale è stata registrata utilizzando la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS). Il paradigma, la frequenza dell’occorrenza e la distribuzione dei toni erano identici a quelli delle sillabe utilizzate in studi precedenti con il linguaggio. Gli Autori hanno osservato una maggiore risposta emodinamica invertita (negativa) all’AAB rispetto alle sequenze ABC nelle aree temporale bilaterale e fronto-parietale. Questa risposta invertita era causata da una diminuzione dell’ampiezza della risposta, attribuita all’assuefazione, nel corso dell’esperimento nella regione fronto-temporale sinistra per la condizione ABC e nella regione fronto-temporale destra per entrambe le condizioni. Questi risultati mostrano che la capacità dei neonati di discriminare le sequenze AAB dalle sequenze ABC non è specifica del linguaggio. Tuttavia, la risposta neurale ai toni musicali e alla lingua parlata è notevolmente diversa. I toni hanno dato origine all’assuefazione, mentre è stato dimostrato che il linguaggio innesca risposte crescenti nel corso dello studio. In modo correlato, la regolarità della ripetizione ha dato origine a una risposta emodinamica invertita quando portata dai toni, mentre era canonica per il linguaggio. Pertanto, la capacità dei neonati di rilevare la ripetizione non è specifica del linguaggio, ma coinvolge meccanismi cerebrali distinti per il linguaggio e la musica. La capacità dei neonati di rilevare le regolarità basate sulla ripetizione non è specifica del linguaggio, ma si estende anche ad altre modalità uditive. I meccanismi cerebrali alla base dell’elaborazione del linguaggio e della musica sono notevolmente diversi“.

Ecco il commento di Costantino Panza: “Il legame tra musica e linguaggio è di interesse ed è esplorato a diversi livelli. È nata prima la musica e poi il linguaggio oppure ambedue nascono in modo indipendente nel corso dell’evoluzione? Non è solo curiosità perché la scienza sta cercando trattamenti sul disturbo del linguaggio basati su una “musicoterapia” ad hoc. Chomsky ad esempio considera la musica come protolinguaggio. E così sia musica che linguaggio, secondo questa ipotesi, dovrebbero utilizzare le stesse aree cerebrali per la codifica delle informazioni prosodiche o melodiche. E su questo ha fatto studi Aniruddh Patel cercando similitudini fonetiche-fonologiche, morfosintattiche-sintattiche  e lessicali-semantiche (e, a parer suo, trovandole).

Da questo studio di Nallet e colleghi in realtà sembrerebbe che le cose non stiano proprio così e che la questione sia di intricata complessità. Sembra che lo studio indichi come il neonato elabori l’informazione del parlato in modo differente rispetto alla melodia: potrebbe essere così, tuttavia, perché deve ancora apprendere la complessità delle parole, mentre ha già imparato i toni (e i semitoni) e altre caratteristiche di base della musica durante la vita fetale“.

Due battute con… Stefano Gorini

Nati per la Musica Due battute con… Stefano Gorini

(a cura di Elisa Maria Colombo)

Proseguiamo con io nostro percorso di ascolto di musicisti ed esperti sulle evidenze scientifiche che sono alla base del Programma Nati per la Musica. Perché la proposta della musica fin da piccoli ha basi solide, dimostrate da ampi studi scientifici che si sono susseguiti e rinnovati negli anni.

Oggi sarà nostra ospite Stefano Gorini, pediatra e componente del Coordinamento Nazionale NpM.

Come la musica porta benessere in famiglia?

La musica è un’esperienza naturale che da sempre accompagna l’uomo. In tutte le culture, infatti, le mamme cantano ninne nanne per i propri figli, raccontano storie o filastrocche, con l’aiuto dello strumento musicale più naturale che esista, la voce, a disposizione di tutti, anche delle famiglie più svantaggiate. La voce diventa canto, il canto diventa musica ed ecco che quest’ultima fa parte del vissuto di ogni persona fin dalla nascita (e anche prima) e diventa una componente irrinunciabile per una crescita globale. La musica è gioia, divertimento, gioco, emozione, mezzo per comunicare e interagire con gli altri e con l’ambiente, stimolo per conoscere e sviluppare le potenzialità espressive e creative della persona. Ecco perché porta benessere in famiglia.

In che modo il pediatra avvicina i genitori al mondo dei suoni?

L’avvicinamento alla musica inizia già alla prima visita in ambulatorio, quando il neonato ha pochi giorni. Il pediatra illustra quanto sia importante la musica nella relazione affettiva e nello sviluppo cognitivo del bambino e fornisce alcuni consigli pratici, come prendere l’abitudine di cantare per il proprio piccolo durante la giornata, sia singolarmente che insieme.

Altro suggerimento è quello di ascoltare musica facendo partecipare il bambino, cullandolo. Il momento della prima visita deve dare anche l’opportunità di riflettere sull’importanza di un’ecologia dell’ambiente sonoro, in cui la musica non è un rumore di sottofondo, che alla fine può risultare fastidioso, la casa non deve essere satura di suoni o rumori. Il silenzio è importante, prepara alla comunicazione sonora ed è parte di essa, permettendo al bambino di porre attenzione all’ascolto di chi ha di fronte. La musica deve essere un’esperienza piacevole per il bambino. Se in un determinato momento questi dimostra di non averne voglia bisogna lasciarlo stare. Bastano alcuni momenti durante la giornata (durante il cambio del pannolino ad esempio): l’importante è che si instauri in famiglia un’abitudine e che la musica non sia occasionale.

Genitori e musica… anche in carcere

Nati per la Musica Genitori e musica… anche in carcere

Ritrovare una dimensione familiare anche tra le mura di un carcere, è possibile. Questo è ciò che hanno vissuto alcune persone detenute dell’Istituto a custodia attenuata “Luigi Daga” di Laureana di Borrello (Reggio Calabria) sabato scorso, 25 marzo, in occasione del primo evento organizzato dal Cantiere Musicale Internazionale di Mileto che, insieme ad una rete di realtà locali, promuove il Programma nazionale Nati per la Musica sul territorio calabrese.

L’appuntamento, dal titolo “Che colore hanno le emozioni?”, rivolto ai bambini tra 0 e 6 anni e ai loro genitori, ha visto la partecipazione di cinque padri detenuti, inseriti in un percorso di rieducazione, insieme alle mogli e ai figli e ha permesso loro di sperimentare, attraverso la pratica musicale proposta dagli operatori, come la musica possa favorire l’incontro e la relazione tra genitori e figli anche all’interno di un contesto ostile come quello carcerario. La differenza, in questo caso, l’ha fatta la scelta di un ambiente dedicato e attrezzato a misura di bambini e bambine nei quali i detenuti insieme alle famiglie hanno potuto ritrovare un contesto quasi domestico per vivere il tempo insieme. «Non sono le restrizioni carcerarie a rappresentare la vera condanna… a quelle ci si abitua subito» ha scritto in una toccante testimonianza uno dei padri partecipanti «ma la lontananza dai nostri cari e dai nostri figli. È proprio grazie a iniziative come questa che ci rendiamo conto di quello che ci stiamo perdendo. Quello che per molti potrebbe sembrare un semplice momento di vita quotidiana, a noi fa assaporare la felicità di vedere i nostri figli giocare liberamente lontani da quei “tavoli di colloquio”. Scintilla che innesca in noi la voglia di riabilitazione e di riscatto».

Stupore e gioia negli occhi dei bambini e coinvolgimento diretto dei genitori nei giochi musicali hanno completato un quadro già peculiare con quei dettagli che in realtà sono sostanza e fondamento del Programma Nati per la Musica, tanto da far valutare ai responsabili dei progetti pedagogici della struttura -che ospita una cinquantina di persone detenute di cui una ventina di origine straniera – di inserirlo in un percorso specifico di sostegno alla genitorialità, garantendo così la realizzazione di altri eventi da riproporre con continuità nel tempo, secondo un calendario concordato con la direzione dell’Istituto. Non è mancato un ringraziamento da parte dei padri detenuti agli organizzatori e ai volontari «per essere riusciti, anche solo per poco tempo, ad abbattere le mura di cinta, facendoci tornare liberi vivendo la gioia di vedere i nostri figli felici e spensierati».

Musica in famiglia – Ascoltare musica… quale?

Nati per la Musica Musica in famiglia – Ascoltare musica… quale?

Ascoltate brani musicali graditi, che vi fanno stare bene

Ma come? Non esiste una “musica per bambini”?

In effetti, è luogo comune che esista una musica da bambini e una musica “da grandi”… Ma in realtà ciò che conta nel costruire una relazione forte e profonda tra genitori, bambini e bambine è poter ascoltare insieme qualunque genere di musica, purché sia gradito all’orecchio e aiuti a creare un clima piacevole e rilassato nel quale gli scambi relazionali possano avvenire in modo naturale. Dalla musica classica alla musica pop, dal jazz al soul, dal rock alla musica popolare… ce n’è davvero per tutti i gusti! Si tratta davvero di sperimentare insieme e trovare la propria dimensione musicale che può aiutare a vivere del tempo di qualità con i nostri bambini, in armonia.

La chiave per incidere efficacemente sullo sviluppo dei bambini e delle bambine è sempre quella di fare musica insieme e non delegare il momento musicale in famiglia a un semplice ascolto passivo, che male non fa, ma non offre particolari benefici.

Nati per la Musica… per le feste

Nati per la Musica Nati per la Musica… per le feste

Quest’anno nel periodo natalizio ci siamo proprio voluti divertire. Non da soli, ovviamente: non volevamo di certo giocare il ruolo di quelli che “se la cantano e se la suonano”… perciò lo abbiamo fatto coinvolgendo le famiglie, i bambini e le bambine. Si sa che questo periodo dell’anno, tra dicembre e gennaio, è quello nel quale le attività rallentano, i nidi e le scuole dell’infanzia chiudono, i tempi condivisi si dilatano e c’è voglia di stare insieme e di impreziosire le giornate con qualcosa che faccia stare tutti bene. Così abbiamo pensato che Nati per la Musica avrebbe potuto essere parte di questi momenti speciali. Cosa abbiamo architettato? Ci siamo “conciati per le feste” e, sulla Pagina Facebook nazionale, abbiamo proposto tra il 24 dicembre e l’8 gennaio tredici appuntamenti musicali: dal jazz al soul, dal rock allo swing, fino ai canti tradizionali, grazie a una grafica molto colorata, gli ascolti sono fluiti lungo i giorni, offrendo a tutte e a tutti momenti di delicata spensieratezza e, crediamo, gioia.

Come? Vi siete persi gli ascolti? Niente paura! Oltre a poterli recuperare nei post di Facebook cliccando sui link o (meraviglia!) inquadrando il QR code – l’hashtag da cercare è #NpMperlefeste – ora potete ascoltarli “in un sol boccone” dalla Playlist che abbiamo appositamente creato per voi. Qui il link per collegarvi a Spotify. Allora, cosa aspettate? Ascoltate, ascoltate e ascoltate!

Due battute con… Maddalena Patella

Nati per la Musica Due battute con… Maddalena Patella

(a cura di Elisa Maria Colombo)

Proseguiamo con io nostro percorso di ascolto di musicisti ed esperti sulle evidenze scientifiche che sono alla base del Programma Nati per la Musica. Perché la proposta della musica fin da piccoli ha basi solide, dimostrate da ampi studi scientifici che si sono susseguiti e rinnovati negli anni.

Oggi sarà nostra ospite Maddalena Patella, insegnante, musicista e componente del Coordinamento Nazionale NpM.

Musica e movimento sono strettamente connessi: quanto è importante l’ascolto attivo?

Certamente possiamo dire che la musica stimola e accompagna il movimento del bambino. Infatti, a partire dai 6/8 mesi i bambini iniziano a rispondere alle sollecitazioni ritmiche dondolando oppure provando a muovere il capo a ritmo. Crescendo, reagiranno all’ascolto della musica improvvisando con il corpo e, a partire dai 3 anni, i genitori potranno proporre girotondi, danze, filastrocche e canzoncine in cui associare a ritmi diversi gesti e movimenti. Il dialogo sonoro diventerà quindi anche “danzante” ed è importante che i genitori si mettano in gioco. Si può attingere da canti e gesti provenienti dalla tradizione popolare come “batti batti le manine” oppure “ecco l’occhio bello, ecco suo fratello” ecc. in cui al dialogo verbale viene affiancato quello tattile, offrendo così un primo avvio alla conoscenza corporea.

Quali sono le prime esperienze musicali da fare in famiglia?

È importante permettere al bambino di esplorare la realtà acustica in modo attivo, attraverso la scoperta e la manipolazione degli “oggetti sonanti”. Nessuno comincia a parlare solo se ha imparato la grammatica o a disegnare solo dopo un corso di pittura: bisogna lasciare i bambini liberi di “scarabocchiare con i suoni” anche se non conoscono ancora le note. Così, quando il piccolo compositore in erba riuscirà a raggiungere la credenza della cucina e a eseguire un assolo per cucchiaio, mestolo e pentola a pressione (i suoi primi strumenti musicali) andrà incoraggiato, valorizzando la sua scoperta sonora, perché è in quel momento che una delle prime esperienze musicali è in atto e il suono degli oggetti quotidiani è la musica di tutti i giorni.

La nuova grafica del sito

Nati per la Musica La nuova grafica del sito

A distanza di due mesi dalla messa online del nuovo sito NpM vogliamo raccontarvi qualcosa del “backstage” della sua costruzione.

Dietro alle pagine di un sito e quindi anche dietro alle pagine del nuovo sito NpM c’è sempre un lavoro a più mani. C’è uno studio dell’esperto di comunicazione su chi sarà il pubblico di riferimento, su ciò che nel sito “vecchio” forse non funzionava o mancava, c’è la visione di ciò che si vorrebbe offrire con il nuovo sito in termini di messaggi e narrazioni, ma c’è anche il lavoro dei programmatori che dovranno scrivere il codice html (una cosa un po’ complicata) che permetterà di ottenere una determinata struttura del sito e inserire sezioni, testate, piè di pagina, titoli, testi, immagini secondo quanto indicato preventivamente dagli esperti di comunicazione. C’è, però, anche il lavoro dei grafici che provvedono alla scelta dei colori, dei font e delle illustrazioni o disegni che accompagneranno i testi e contribuiranno a rafforzare il messaggio che si vuole trasmettere al pubblico di riferimento, ma sosterranno anche la comunicazione della mission del Programma. Quindi un lavoro praticamente orchestrale che, a noi di NpM, proprio per questo, piace un sacco!

Abbiamo chiesto a Silvia, che ha curato le illustrazioni del nuovo sito (ma anche quelle della Mappa Sonora!), di raccontarci qualcosa sul suo lavoro. Ecco cosa ci ha detto: «Un’illustrazione parte sempre dalla ricerca e anche per Nati per la Musica è stato così. Ho raccolto idee e immagini disegnando poi le prime bozze che avevano come protagonisti gli oggetti sonori. Durante la progettazione ho trovato il tipo di segno e lo stile che secondo me erano adatti al pubblico a cui il sito si rivolge. Pentole, foglie, animali e altri oggetti di uso comune hanno preso vita e sono diventati dei potenziali strumenti musicali, allegri e colorati. Grazie a questo progetto io stessa mi sono resa conto di quanti suoni e rumori ci circondano in ogni momento della giornata e fanno “musica” e quanto sia importante rendere consapevole di questo anche un bambino fin dai primi mesi». E così anche Silvia si è trovata positivamente coinvolta dal messaggio, che a noi sta tanto a cuore:  abbiamo davvero #LaMusicaIntorno.

Due battute con… Cecilia Pizzorno

Nati per la Musica Due battute con… Cecilia Pizzorno
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L’esperienza dello shooting fotografico

Nati per la Musica L’esperienza dello shooting fotografico

Per realizzare il nuovo sito di Nati per la Musica, tra le varie cose, abbiamo organizzato anche uno shooting fotografico perché una foto di qualità, fatta da un professionista, è un veicolo privilegiato per comunicare l’essenza e la sostanza del Programma. Cosa può trasmettere più efficacemente la bellezza di fare musica in famiglia se non gli sguardi e i sorrisi dei bambini e dei loro genitori o nonni? E quale modo migliore di renderli indelebili se non l’occhio esperto di un fotografo, capace di coglierne ogni sfumatura?

Così abbiamo coinvolto le famiglie dei Villaggi di Trieste e grazie alla collaborazione dei Referenti NpM, delle operatrici e delle educatrici – e grazie anche al tempo atmosferico che ci ha regalato una splendida giornata di sole – i momenti dedicati agli scatti, uno nella cornice di Villa Revoltella e l’altro nei locali del Villaggio per Crescere di Valmaura, si sono svolti nel migliore dei modi.

Ma cosa significa partecipare ad uno shooting? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei partecipanti, anche quelli che stavano “dietro l’obiettivo”.

«Io porto con me i colori dello shooting» ci racconta Chiara, volontaria «verde come il prato su cui i bambini e le bambine mi hanno fatta sedere per leggere con loro un libro. Ho scoperto la loro impazienza nel voler scoprire la pagina successiva e poi… ricominciare da capo. Azzurro come il cielo di quella mattina che odorava di primavera. Mattina ideale per giocare con gli oggetti e i loro suoni e vedere quanto è divertente suonare le noci di cocco. Rosso e giallo come alcuni dei fiori; colori vivaci e gioiosi come le voci dei bambini, delle bambine e dei loro genitori che hanno scelto di condividere anche con me il loro tempo rendendolo prezioso. Aggiungo anche la piacevole sensazione di essere presa per un dito e accompagnata verso la panchina dove si trovavano i libri per poterne scegliere uno insieme».

«È stata una mattinata ricca di allegria e sorprese!» dice con entusiasmo Martina, educatrice del Villaggio «Lo sguardo dei bambini si illuminava di gioia quando scoprivano che un bastoncino sfregato sul cartone zigrinato potesse riprodurre il suono della rana e quanta curiosità nel cercare di comprendere come usare le noci di cocco, come paraorecchie, paraocchi, cucchiai oppure… come mini percussioni! Insieme ai bambini e al loro stupore abbiamo riscoperto sensazioni quasi dimenticate. Esplorando il mondo con le sue infinite tonalità e suoni tutto ha acquisito una nuova forma, una nuova emozione. Ci siamo ritrovati insieme, lattanti, bambine e bambini piccoli e grandi, tutti entusiasti di poter suonare insieme ai genitori e ai nonni che con gioia si sono fatti coinvolgere in canti e danze nella creazione di un coro di risate e armonia».